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Bonifica di terreni ed acque sotterranee mediante ossidazione ISCO

Terreni e falde acquifere contaminati da composti organici possono essere bonificati da composti ossidanti: ISCO In Situ Chemical Oxidation

Conviene ossidare i contaminati organici nel sottosuolo?

Conviene la bonifica di terreni ed acque sotterranee mediante ossidazione ISCO?

I composti organici che spesso contaminano le falde acquifere possono essere degradati con successo con composti ossidanti, liquidi o gassosi. L’obiettivo della bonifica di terreni ed acque sotterranee mediante ossidazione è la disgregazione dei legami carbonio – ossigeno con formazione di anidride carbonica ed acqua. Nella maggior parte dei casi non sono attesi sottoprodotti nocivi.

Il sottosuolo contaminato di punti vendita carburanti, negli ultimi anni sono stati bonificati con sistemi più o meno innovativi di iniezioni gassose di ossigeno… non proprio ossigeno sanitario, ma quasi! A meno del rischio di incendio o esplosione dei serbatoi di ossigeno ad alta pressione da collocare presso gli impianti, i risultati sono generalmente positivi, se e dove è possibile applicare questa tecnica. L’iniezione di ossigeno gassoso nel sottosuolo è una tecnica di intervento generalmente costosa, in assenza di una comparazione analitica che consenta l’esame delle alternativa di bonifica, incluse le tecniche di green remediation.

E’ possibile esaminare tecniche che prevedono l’utilizzo di altri composti ad alta capacità ossidativa che possono essere utilizzati anche su matrici solide e in-situ:

  • permanganato di potassio (KMnO4), liquido o in polvere e persistenza media >3 mesi;
  • perossido di idrogeno H2O2 (reattivo di Fenton), liquido e persistenza di media minuti/ore;
  • persolfato di sodio (Na2S2O8), liquido o in polvere e persistenza media di ore/settimane;
  • ozono (O3), gas e persistenza media di minuti/ore.

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Informazioni su ISCO: In Situ Chemical Oxidation. 

     

     

     

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