TAR Toscana obbliga la V.I.A. Valutazione di Impatto Ambientale

TAR Toscana obbliga la V.I.A. Valutazione di Impatto Ambientale (TAR Toscana Sez. I n. 64 del 19.01.2017)

Ai sensi della legislazione statale in materia, la condizione affinché un progetto venga escluso dalla Valutazione di Impatto Ambientale è che esso non produca impatti significativi sull’ambiente, ciò che implica la tollerabilità di una qualche ricaduta ambientale del progetto, purché suscettibile di essere contenuta mediante il ricorso a specifiche prescrizioni (art. 20 co. 5 D.Lgs. n. 152/06). La legislazione regionale toscana, a sua volta, precisa che per non aversi sottoposizione a V.I.A. occorre potersi escludere “la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente, tali da richiedere per la loro precisa individuazione e valutazione, e per l’individuazione delle eventuali misure di mitigazione ad essi relative, l’elaborazione di uno studio di impatto ambientale e lo svolgimento di una procedura di valutazione” (così l’art. 49 co. 1 della L.R. Toscana n. 10/2010, nel testo vigente anteriormente alla soppressione disposta dalla L.R. n. 17/2016).

Implicazioni della verifica

La verifica dell’assenza di impatti significativi presuppone, evidentemente, l’acquisizione in via istruttoria di tutti gli elementi conoscitivi necessari a fornire una compiuta rappresentazione dell’incidenza ambientale del progetto sottoposto al c.d. screening, elementi che la stessa legge regionale si preoccupa di indicare, dettando atresì i criteri valutativi cui la verifica di assoggettabilità è sottoposta. Nella specie, viene particolarmente in considerazione l’Allegato D della citata legge n. 10/2010 (riproduttivo dell’Allegato V alla seconda Parte del D.Lgs. n. 152/2006), in forza del quale la verifica deve tenere conto delle caratteristiche del progetto (dimensioni del progetto, anche in rapporto alla durata, alla frequenza ed alla entità del suoi probabili impatti; cumulo con altri progetti; utilizzazione delle risorse naturali, considerando la rinnovabilità delle risorse utilizzate; produzione di rifiuti; inquinamento e disturbi ambientali; rischio di incidenti, per quanto riguarda, in particolare, le sostanze o le tecnologie utilizzate) e della sua localizzazione, avuto riguardo alla sensibilità ambientale delle zone geografiche interessate (qualità e a capacità di rigenerazione delle risorse naturali e della zona, capacità di carico dell’ambiente naturale).

Nel caso esaminato, la Sezione I del TAR ha annullato gli atti delle Amministrazioni, che escludevano l’applicabilità dalla procedura di V.I.A. ed avevano autorizzato le attività di coltivazione di sabbia, ghiaia e gabbro della cava Sant’Emilia nel territorio del Comune di Pomarance.

Download (PDF, Sconosciuto)

http://rap.ecosurvey.it/wp-content/uploads/sites/7/2017/05/EAPA-EUPAVE-FEHRL-PAPER_EAPA_Website.pdf

,